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racconto naif decadente d 1 natale d 1 anno

Oggi fa freddo ed è il 23.12. Non so dove sono. Non so ke ore sono. So solo ke è notte. E ke mi sto muovendo. Non fisicamente, tecnicamente. Sono sun treno. Senza telefonino. Ho abbracciato l’offerta duna compagnia telefoninica ke mi consente di comunicare gratis per un’altra settimana. Un vincolo consiste però nell’avere il cellulare con me. Soprattutto non ho da leggere, se non l’Internazionale + noioso d mai. Guardo il vetro del finestrino del mio scompartimento. Vedo il riflesso dun ragazzo che mi osserva dal riflesso del vetro opposto, quello che dà sul corridoio del mio intrepido intercity. Ci guardiamo dandoci le spalle. Fa sempre comodo una spalla. Così poi possiamo spalleggiare. Da adolescente mimpegnavo molto ma non riuscivo a fare + di 4 spalleggi d testa.

Odio non avere da leggere da fare. Una penna e il retro d un’agendina. Oggi il terremoto ha vibrato per la terra che devo attraversare per tornarmene a casa. Il treno è così in megaritardo e la gente natalizia sbraita. Quella non natalizia no: un ritardo ferroviario fa notizia come la pioggia. Come il governo ladro. Come gli scout in braghe corte. Oggi ho visto una felpa viola con cappuccio con disegnato sopra un fungo gigante bianco dalla cappella verde a macchie bianche.

Qualcuno dice che sono a Bologna. Un anno in Etiopia mi ha messo in discussione ed ora mi sono appassionato. Una certa libertà. Quasi quasi dormo. Nel Duomo di Firenze delle giapponesine mi sbirciavano e ridevano. Poi, a turno, mhan kiesto di fare una foto con me. Si son fatte coraggio tra squittii agglutinanti. Il perché non lo saprò mai, anke se il sospetto è quello di essere + buffo ke avvenente. Comunque ho trovato divertente ridere ank’io.

L’orologio dun campanile sbuca nelle nebbie emiliane. La spettralità dell’apparizione mi distrae dal controllare l’ora. Son rimasto solo. Neutralizzo l’illuminazione e l’altoparlante. Mi sdraio sui sedili. Scelgo di dormire.

Sono nello stesso scompartimento tranviario. Ma la giornata ke si affaccia dal finestrino è luminosa. E sto volando. Sono solo, nello scompartimento tranviario di un aereo diretto a Milano. Solo che non ci arriviamo: non so perché, ma l’aereo perde quota e scende in atterraggio d’emergenza suna lombarda pianura innevata. L’aereo è circondato da persone vestite grezzamente, che vogliono assaltarlo. Una leggera inquietudine sbava in una giornata così chiara. Forse per evitare l’assedio, l’aereo riparte, ma con difficoltà. Il grosso velivolo plana da pochi metri d’altezza, evitando l’impatto immediato col terreno semplicemente perché anche il terreno scende in un dirupo. Ma lo schianto è rimandato di pochi secondi. M’infilo la felpa rossa, e mentre la testa fuoriesce mi sorprendo serenamente a pensare in che modo particolare sto morendo.

Apro gli occhi. Buio. La notte non è mai stata così bassa. Fuori riconosco Milano. Delle voci da uno scompartimento lontano. Entro in stazione centrale.

Traggo un profondo respiro. “Sono tornato”, dico.

Paolo

col 2009 v’invito a leggere le beghe dei nostri successori.

qua basta x davvero

punto

Taglia tutto

Carissimi,
vi informiamo che Arci Servizio Civile ha promosso una petizione sul servizio civile, a cui ha aderito anche Caritas Italiana, per denunciare il rischio di chiusura del Servizio Civile.
Sul sito http://www.firmiamo.it/salviamoscn vi invitiamo a sottoscrivere tale petizione e anche di proporre l’adesione a vostri conoscenti ed amici.
Ringraziandovi, cordialmente salutiamo.

UFFICIO PACE
SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO
TEL. 02/76037300 - FAX 02/76021676
WEB: www.caritas.it e-mail: pace.ambrosiana@caritas.it
orari di apertura dell’ufficio:
mattina dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00
pomeriggio dal lunedì al giovedì dalle 14.00 alle 18.00

Special contents - la tavolozza, le cartucce, le riserve, i suggerimenti

qsto è il tagliancolla duna pagina word dove buttavo delle cosine cui avrei potuto attingere in corso d scrittura; qcsa in futuro avrebbe potuto ottenere lo statuto d post autonomo, altro sarebbe diventato ingrediente di differenti narrazioni. i post (nati da subito come post) incompleti sono altrove.

Abba sostiene ke gli Etiopi tradizionalmente nella loro scrittura hanno diversi livelli di interpretazione e lettura. Il mio Paese?!

Belli ke sono i neonati in carrozzina ke agitano le gambe per frenesia d vita. Caratteristica della nostra società ammalata è ke le persone ke non possono avere bimbi dai rikki mondi vengono qua ad adottarli?

Un tubo d’acqua a Sheno perdeva con uno zampillo. Avrei potuto mettere i dito lì, per qke minuto, ma da un altro pto d vista avrei scorto un continente pieno di tubi bucati. E l’acqua stava finendo. E i buchi li avevo fatti io. Come minimo potevo insegnarli a ripararli, ma perché? Per lavarmi la coscienza, mi sembra giusto farlo, tanto moltissimi altri avrebbero continuato a bukerellarl, qdi avrei garantito pokissima acqua di +, avrei condiviso la difficoltà del vivere a corto d’acqua, del vivere le conseguenze del mio stile di vita. Avrebbe avuto un senso solo se il farlo mi avesse realizzato.

Eravamo 4 amici al bar

Droga. Fare il bucato. Dio si è fatto come noi.

L’esito non compromette la bontà dell’intuizione. Daniele Primavesi

Se c’è una cosa ke è immorale è la banalità. Afterhours, Bianca

Il calcio è qualcosa che ancora oggi non riesco a spiegarmi. Diego Armando Maradona

Primum vivere, deinde filosofare

Lascia la terra tua, non fermarti lungo il cammino, nel cuore una promessa, che a volte sembra un sogno. Lascia le tue certezze, 1000 volte germoglieranno, una benedizione per ogni uomo tu. Raffaele Giacopuzzi

Non fare le cose giuste, fai le cose in modo giusto. Filippo

Splafonare. Emanuele Gualazzi

La bellezza nello sport sono il rumore della retina del basket nei canestri a ciuffo, la forma della pallina da golf, i tuffi riusciti con l’acqua ke s’increspa ma non si scompone, le corde delle rakkette da tennis nell’impatto da cui sgorgano diritti decisi.

ego sum pauper nihil habeo me ipsum dabo (detto da Filippo, fallo tradurre)

la Lonely planets sull’Etiopia traduce 5 “frasi utili” in seconda di copertina al suo lettore: dopo ciao arrivederci e grazie, per una relazionalità fondamentale, ci sono 2 espressioni per le emergenze: “Aiuto”. E l’ultima: “Quanto costa?”.

Coricamento in corso

Jack bauer in un giorno non caga? E come potrebbe, se non mangia..

Il sogno di fotografare una madre nel mio cortile, sull’amaca e intitolare la foto “Una mamma per amaca”

Washington ke canta (vedi birabiro)

E.T.opìa, un giorno dovrai spiegart sta parola

Fai un sondaggio in giro: “Qual è il + grave riskio ke corre l’Etiopia?”.
E un altro: “Come puoi essere felice?”, e vedi qti parlano duna popoa felicità in loco e qti fuori dall’Etiopia

Facce bruciakkiate è il significato originario d Etiopi

Kiamare Addis Ababa “Addis” è come kiamare New York “New”

1\4 degli uomini terrestri sono contadine, fonte L’Internazionale

Le parole del Papa JPII dal fascicoletto…

6 un rompiscapole

Non usare acquaragia sul braccio brasato
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Radio Cuore Seduto.. le 17 nella città Col Nome. Cosa v passa x le orekkie, etiopi di nascita o di passaggio? I suoni emessi da Popolinus, ke sono ancora io come ieri come domani come la nostra demorazzia c’insegna. E la giornata è calda non c’è + acqua da piangere, il nostro popolo muore di fame senza fama. Diventiamo numerini ke qke impiegato governativo sbadatamente correggerà x farli leggere ad alta voce all’autorevoleeza d turno negli United States of Amharic… perdòn, of Americ.
Parliamone, per Giunone, per Giugno, per una volta ke possiamo permettercelo, forse l’ultima, ma quello ke si vive èl presente. Senti questa, fratello abesha, senti questo: non tutti noi abbiamo tenuto la banconota da 1 dollaro in mano, ma tutti l’abbiamo vista, magari alla tele magari sun giornale in una pubblicità; e se non l’abbiamo vista vela mostro x radio: butta il tuo okkio qua, vedi? C’è scritto: In God we trust. Ciumbia, una bella responsabilità: bella o brutta, una responsabilità; ke è diversa da “abilità di dare responsi”. Non sono oracoli, diavolo. Loro credono in Dio, e non sono bravi per questo, ma possono essere considerati coraggiosi per professare così skiettamente la loro fede. Una radicalità, la loro: solitamente prima si porta l’amore poi si porta Dio, ma tantè, non catekizziamoli. E poi apro il dizionario dall’inizio, voglio imparare tutte le parole, la prima è la “a” (prima lettera dell’alfabeto inglese) a / from A to B, da un punto all’altro / from A to Z, dall’A alla Z / (tel.) - for Andrew (o amer. - for Abel), a come Ancona.
“A come Abele”, dicono loro. Gli italiani dicono “A come Ancona”, loro credono in Dio, quindi dicono A come Abele. Abele era figlio di Eva ucciso dal fratello Caino, risparmiato da Dio ke gli fa un segno rosso così ke nessuno lo tokki, perché anke se è un omicida..
E noi? C’è una kiamata, sentiamo.

“Gli eschimesi, come ama ricordare chi è privo di fantasia, hanno a disposizione decine di parole per indicare la neve. questo fatto dovrebbe dimostrare che gli abitanti delle città hanno una percezione indistinta della natura. Non ho nessuna pazienza con chi ripete simili banalità. Le lingue degli eschimesi sono polisintetiche, il che significa che perfino concetti usati di rado, come “neve che cade su una maglietta rossa”, sono riassunti da un’unica parola. È così stancante doverlo spiegare sempre da capo”.
Kathrin Passig, Voi siete qui
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Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in pressioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza… […] Lentamente bisogna liberarcene. […] Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi. È il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi. Tiziano Terzani

Thierry Gilardi, el comentarista de la TF1 al que ayer falleció de un infarto, la voz televisiva que narró los grandes éxitos del fútbol francés, fue homenajeado con un triunfo luctuoso de su selección ante una Inglaterra rocosa que ya atufa a Capello. “siempre hay flores en el jardín”

BART
No, dico: è assurdo ’sto cazzo di gioco.

ANDREA
Ma è preistorico, cos’è, sarà del 91…

BART
Ha la statura del classico. Però qualcosa non quadra: cioè, vaffanculo, ho già ammazzato mezzo milione di nazisti e non ho neanche un graffio. Sai cosa… cioè, chi è il vero eroe del gioco?

ANDREA
In che senso?

BART
Da una parte ci sei tu che appena ti becchi un cazzo di proiettile puoi subito recuperare i punti vita, mentre dall’altra parte ’sti poveracci - saranno anche nazisti, d’accordo, ma non hanno uno straccio di alternativa che aspettare di farsi uccidere. Capace che stanno tutto il tempo in una stanza che non vai neanche ad aprire…

ANDREA
E se la apri li ammazzi. È proprio un lavoro di merda fare il nazista in un videogame, sicuro.

BART
È questo il punto: va a finire che il vero nazista sei tu, e loro dei poveri cristi proletari senza alternative.

Titoli d coda

è justo kiudere. 1 mese da liberto civile. Moderato, sparso, spensierato, vulnerabile, riscoprente, egocentrato. Ma qste sono già altre storie, le racconterò, ma non qua: il tempo d sto blog è finito e l’urgenza comunicativa è rientrata. Riaffiorerà, come fa da sempre.

E magari, per completezza, fikkerò post incompleti nel blog, è il loro post(o). Bello scrivere, e bello leggere commenti via sito e via mail. Molto, se vero, fa compagnia.

Stefania, Sara, Zeriuhn, Marta, Nigist, Girma, Eyenaddis, Teddy, Core, Nigist, Teddy, Sonia, Tesemma, Lessane, Megdes, Ashennafi, Samson, Fita, Macdem, Belaynesh, Fizzom, Abiot, Dereje, Dereje, Filimon, Eskyas, Misgana, Kidane, Johni, Johni, Betti, Kalkidan, Yetennayet, Gizachew, Mr. Di, Belachew, Carmelita, Carmel, Magdalene, Mera, Emanuele, Valeria, Gianfranco, Emanuele, Mario, Francesca, Luca, Marco, Matteo, Marialaura, Michele, Radio, Chiara, Daniela, Olga, Martina, Gigi, Chiara, Paolo, Lucia, Dino, Tolde, Trungo, Laura, Laura, Maru, Tilde, Tolcia, Adelaide, Dereje, Misgana, Ashennafi, Masa, Tamrat, Masaja, Joseph, Marco, Marco, Fabio, Chiara, Mauro, Luca, Michela, Roberta, Salvatore, Silvia, Federica, Alessandra, Giovanna, Riccardo, Chiara, Lorenzo, Raffaele, Giuseppina, Severina, Raul, Renzo, Pacifico, Adriano, Elena, Michelu, Maria, Mary, Francesca, Fulvia, Sebastiano, Conie, Zerihun, Brainajesus, Federico, Federica, Tina, Giovanni, Maurizio, Roberto, Roberto, Faradar, Worknat, Iginio, Nicole, Michele, Graziella, Brooke, Stefano, Italo, Adane, Ebit, Sara, Stefano, Emanuele, Mulu, Bignam, Martin, Gocce, Vittorio, Walter, Celso, Gianna, Sophia, Wally, Girmaccho, Clio, Solomon, Mulualem, Simona, Francesca, Sisai, Masay, Luigi, Luca, Marco, Gabriele, Helen, Melkisedek, Seyoum, Kirugel, Afork, Misrak.

Non è per dire che siete tanti, è per dire grazie.

Meglio, ameseghenallo.

Mano nella mano e spalla dx contro spalla dx.

paolo

oggi è domenica, domani lunedì. Zed.. palestra?

THE END

Colonnato sonoro dell’anno

    Lorenzo Cherubini - Quando sarai lontana  9
    Velvet Uderground - Sunday Morning  10
    Fabrizio De Andrè - Il Gorilla  11
    Vinicio Capossela - Ultimo Amor  12
    Meg - Simbiosi  1
    Bob Marley - Three Little Birds  2
    Giorgio Gaber - Il sospetto  3
    Baustelle - Un romantico a Milano  4
    Huey Lewis - The Power of Love  5
    Max Pezzali – Io ci sarò  6
    Matrioska – Bere  7
    Annacati  8
    John Denver - Leaving on a Jetplane  9
    Mia Martini – Minuetto  10

Il vago d Oz

Ecco, sì. C’è una cosa che mi manca. Forse è la prima roba che mi vedo allo specchio rotto, quello della casa di Addis, e non trovo.

Certo, hai ragione, te ne 6 accorto. Sarebbe quasi banale esplicare che altro che non trovo sono parole esatte, orecchie sturate, cuore chiaro e coscienza consapevole. Totò, ho l’impressione che noi non siamo più nel Kansas. Basta seguire il sentiero dorato.

Le tre figure magiche che Dorothy incontra lungo il cammino, un uomo di paglia, un uomo di latta e un leone parlante, sono alleati e Mentori che le danno lezioni di intelligenza, di cuore e di coraggio. Esprimono diversi modelli di forza maschile, che Dorothy deve assumere per costruire la sua personalità.

(da “Il viaggio dell’eroe”, Chris Vogler)

Ma queste sono cose che non trovo, di cui ho bisogno per tornare a casa. Altro sono le cose per cui provo nostalgia. Ora ne ho riconosciuta una, piccola.

È la percezione sottile di stare dalla parte giusta del muro.

Molto differente dal sentirsi buoni, che è una sensazione che là passa subito. Ma anche dal sentirsi “cattivi”, in difetto verso un Paese in miseria. Nel medio periodo non hanno ruolo quelle sensazioni.

Credo piuttosto che si tratti di una libertà.

L’Africa e Tu

Intanto una puntamento. Caritas (Maffy) e il CDM, con un mukkio d controparti e sponsorscips, ha organizzato il consesso “L’Africa e Noi”, sottotitolo “Economia Giustizia Solidarietà”.

sabato 11 ottobre, adlle 9 alle 17 nel salone Pio XII in Via S. Antonio 5, nel centro d Milano (vicino a caritas, a via larga, alla statale d festa del perdono).

In mattinata le relazioni, in pomeriggiata i laboratori tematici (trai coordinatori dei laboratori Giovanni Sartor, Massimo Pallottino, Simona Beretta e Fabrizio Floris).

Tò, se vuoi visualizzare il programma –> http://www.caritas.it/Documents/0/3461.pdf
E se vuoi iscriverti –> http://www.chiesadimilano.it/convegnoafrica

per le info kiama il Centro Documentazione Mondialità allo 02-58391.395/393
[Via S. Antonio, 5 Milano convegnoafrica@chiesadimilano.it, www.chiesadimilano.it/cdm]

saluz

puntualizziamo

da 1h e 37′ non è + servizio civile

al di là del fatto ke mè rimasta la tessera

lo sce non finisce oggi

e non è x’ ho ancora tot posts da pubblicare

e non è x’ se mò si posson ficcare le foto adorno posts precedenti

e non è x’ non ho ancora salutato stefania, 51% del mio sce.

è x’ non ho ancora finito.

non finisco x’ vien deciso così.

alle prossime.

paolo

voglio che tutti conoscano la mia storia

Mi chiamo Teddy Ghiòn, ho 47 anni. Sono nato a Gocha, in Etiopia.

Da bambino lavoravo come contadino, poi ho fatto il soldato per 9 anni sotto il Derg [regime socialista durato dal 1974 al 1991 sotto il colonnello Menghistu].

Quando ero giovane mia mamma è morta.

Mio padre fu impiccato dal Derg; non accettava quel regime e si era rifiutato di diventarne membro.

Io ero il suo unico figlio e dovevo servire il Derg come militare.

Ebbi un’educazione tradizionale, ortodossa, imparai le fidel [unità minima dell’alfabeto amarico]; ho frequentato le scuole fino alla settima classe [corrispondente alla nostra seconda media]. Quando mio padre fu ucciso due soldati mi presero per l’arruolamento forzato.

Col governo attuale, lo Eiadik, feci ritorno alla mia area natale, dove lavorai come contadino: avevo manzi, mucche, pecore e altri animali. Lavorai con lo Eiadik: la comunità di Dagada Amot Farasbat mi scelse perché il Derg aveva ucciso mio padre. Avevo un ufficio mio.

Poi me ne andai in Uellega Nekhmet perché dov’ero prima non stavo bene, non guadagnavo molto.

Ma là venne a cercarmi un uomo di quelli che avevano ucciso mio padre; lo tenni sotto controllo e lo uccisi. Lo stesso giorno arrivarono 6 persone tra suoi fratelli e suoi amici. Avevo un kalashnikov ed ero un bravo soldato: li ammazzai tutti.

Quando i poliziotti mi arrestarono non tentai di scappare: non volevo farlo poiché ritenevo giusto che fossi punito.

Fui condannato all’impiccagione.

Fui detenuto in Nekhallamtega, dove non c’era democrazia e le stanze erano fredde.

Per anni giacqui accovacciato: mi tenevano la mano destra legata ai due piedi.

Secondo me questo è un buon governo: ora c’è una democrazia in Etiopia, anche se non in questa prigione! Durante il Derg potevi uccidere chi volevi come volevi. Quando accusai il Derg dell’omicidio di mio padre, mi commutarono la sentenza in prigione a vita.

Rimasi in Nekhallamtega per 14 anni: lì ero straniero perché io ero originario di Gocha. Per tre anni e mezzo costruii edifici, poi imparai a lavorare il metallo. Realizzai porte e sedie. I dieci anni successivi fui il panettiere della prigione: facevo il pane e lo vendevo. Diventai il leader interno al carcere della Chiesa Ortodossa, ho ottenuto il certificato di insegnamento.

Chiesi di potere essere rilasciato: gli altri prigionieri con la mia identica pena dopo avere domandato perdono furono liberati. Io no. L’unica spiegazione che mi do del loro rifiuto ad una consuetudine legale simile è che le famiglie delle persone uccise pagarono il governo affinché io fossi tenuto in carcere.

Un giorno mi sentii male e in ospedale mi riscontrarono il diabete.

Siccome voglio uscire di prigione ho chiesto di cambiare carcere: i parenti dei miei nemici non vivono qua [nel carcere in cui si trova ora] e non possono influenzare l’amministrazione. Qua ci si aiuta tra prigionieri. Io faccio il pane.

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La religione è fondamentale per la vita, per tutti. Senza la religione non potrei vivere. Se conosci Dio, Lui ti aiuta a distinguere le cose buone da quelle cattive. Prima conoscevo Dio, ma l’ho incontrato davvero in prigione.

Non ho visitatori, ho una famiglia, ma non so più niente di loro. Per sopravvivere alle vendette han dovuto trasferirsi. Dove, non so. Ho provato a scrivergli, a telefonargli, ma non ho mai avuto risposta.

Io appartengo all’etnia Amhara. Le mie vittime all’etnia Amhara e a quella Oromo.

In questa prigione gli amministratori e le guardie vogliono i soldi che guadagno dalla vendita del pane. Tra i prigionieri ho conosciuto molte persone innocenti. La mia speranza è che in settembre il capo amministratore accetti le mie scuse e mi faccia uscire. Se Dio vuole lavorerò in qualsiasi modo; farò qualunque lavoro, senza chiedermi se sia un buon lavoro o no. Non ho bisogno di scegliere un lavoro, mi basta essere libero. Ma tornerò a visitare gli amici che mi sono fatto in prigione: sono miei fratelli.

Se Dio vuole troverò qualcuno che mi darà una mano, come te che vieni qua in prigione ad aiutarci.

Sono pentito di quello che ho fatto e quando uscirò racconterò a tutti del mio crimine e della mia detenzione: ormai sono un esperto di prigioni, so tutto, potrei insegnare la materia “galera”. Per sopravvivere io ho venduto pane. Qua c’è bisogno di vestiti e di scarpe; ma in primo luogo, a tutti, serve la pace. Anche la scuola è importante: la gente deve essere istruita.

È meglio in generale non commettere reati e non esser così incriminati, ma l’istituzione penitenziaria è necessaria in uno Stato perché le persone vivano in pace; ma anche perché il reo stesso trovi la pace.

Kenya wetu

Sono in Italia e vedo lo stesso cielo grigio e triste (come un piccione morto) che vedevo a 9 ore di volo da qui…

Decido di scriverne.. per ricordare anche in futuro i colori, i profumi, meglio.. gli odori…

Incredibile come siano passate in fretta 3 settimane. Prima di partire sembrava un’infinità di tempo. Il pomeriggio della domenica che sono arrivata mi veniva da dire “l’altro giorno” per riferire il non arrivo dei bagagli della mattina stessa. Erano passate solo poche ore, ma tutto era nuovo. Quello che sentivo, quello che vedevo, tante novità come se passassero giorni. E ora invece sembra sia ieri quando quel fiume di 700 bambini ha invaso la mia vista, ha riempito di bordeaux il paesaggio verde e rosso chiaro.

Ripercorro le giornate… cerco di riviverle ora qui nella mia mente, mentre il pullman che non dà emozioni da matatu e guida dalla parte giusta della strada, prende le rotonde a destra e mi riporta a casa. I bagagli non arrivano, un piatto enorme mezzo bianco e mezzo verde che non finisce mai, non finisce mai, mai mai… sola con una bandiera e 90 bambini che ridono, ma non sola sola, ci sono altri 583 bimbi che ridono, 8 amici e Luca. Ragazzi in divisa blu con un pallone da pallavolo annoiato che si sfoga fino a bucarsi, no quello costa troppo: è solo colla. Lacrime davanti a un mitra carico, paura, ma li, nessuno ci fa caso. L’incontro con i giovani kamitiani che diventa qualcosa di più concreto a un matrimonio sconosciuto con un succo di mango arancione. Finisce la prima settimana. Sono felice.

2 giorni in campeggio, in una tenda multicolore che esprime le mie sensazioni tutte diverse, tante nella stessa vacanza. Zebre, giraffe, antilopi, gazzelle, pumba, senza pericolo. Ci si cala in un letto circondato da rocce muschiose con acqua calda, senza paura. Fuori e dentro dalla sabbia in bici immersi in un paesaggio da film, no anzi, da favola…

Inizia Korogocho, un’immagine di Dio nuova, mi piace, Dio come mamma, che abbraccia i suoi figli e soffre con loro. Ci si deve riflettere. Ma nella prima fase, quella dell’innamoramento non vedi i difetti, quelli escono solo col passare del tempo e allora si capisce che è solo un’idea che magari non è perfetta, però ora è davvero una bella immagine. Che sofferenza, un’altissima montagna, non verde, grigia, con persone piegate. Che brutta immagine, eppure mi dico è vera, ma non credibile e i bimbi ridono, non può essere. Li sta davvero abbracciando?! E poi si presenta Rose, che accoglie nella sua casa 16 persone sconosciute offrendo da bere e trasformando 10mq in una reggia di benvenuto. Il Dio mamma che va a cercare gli street-children per portarli a scuola, che offre un’opportunità, con quello sguardo dolce, in quelle strade che di dolce non sanno proprio.

L’ultima settimana. Si cercava di non pensarci, ma discorsi sull’aereo sono nell’aria. Ci si attacca ancora di più alle persone. 10 amici uniti da lunghe e profonde condivisioni, preghiere. Si salutano i bimbi increduli che ridono, e ora piangono anche. Hakuna matata.. no tanti pensieri…

Vivrà nel cuore.

  • Barby
  • ETfilm, secondo tempo

    eh, eh.

    da milano, sì.

    il blog ciha lasciato qke giorno prima della fine dell’anno d servi zio.

    e qke postino ancora c sarebbe, se bussa insistentemente, lo faccio entrare, altrimenti.

    intanto i film fruiti, da maggio a 10 giorni fa

    paolo

      favoloso mondo di Amèlie (Il) 8,5
      Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street 5
      Delicatessen 7
      Lavorare con lentezza 8,5
      Radio Alice - lavorare con lentezza - dal documentario al film 7,5
      Giorni e nuvole 7
      Girl 6 - Ragazze in linea 7
      Quel pomeriggio di un giorno da cani 7,5
      pesce di nome Wanda (Un) 7
      Lei mi odia 7
      Onora il padre e la madre 7,5
      petroliere (Il) 7,4
      M.A.S.H. 6,3
      zona (La) 8,6
      Tideland - Il mondo alla rovescia 6,5
      Juno 7,4
      Fahreneit 451 8,3
      Into the wild 8
      conseguenze dell’amore (Le) 9
      Notturno bus 7,7
      Thank you for smoking 6,5
      amore ritorna (L’) 7,3
      Santa Maradona 10
      Chicken little 5,9
      uomo in più (L’) 7,2
      amico di famiglia (L’) 7,2
      Saturno contro 6,4
      Santa Maradona 10
      anni in tasca (Gli) 7,4
      Memento 9
      Denti 6,2
      disprezzo (Il) 7,3
      Fino all’ultimo respiro 7,5
      Surf’s Up - Il re delle onde 7,7
      protagonisti (I) 7,6
      Uno su due 6
      Arizona Junior 5,8
      Videodrome 5,5
      Morte a Venezia 6,2
      Beetle Jueese - Spiritello Porcello 6
      Surf’s Up - Il re delle onde 7,3
      Non ci resta che piangere 5,5
      uomo qualunque (Un) 7,1
      Sister Act 2 - Più svitata che mai 7
      Mio fratello è figlio unico 5,5
      Island (The) 5
      nove regine (Le) 6,5
      Agata e la tempesta 7,3
      acrobate (Le) 7,3
      Sogni e delitti 7
      Terkel in trouble 5,5